Nel laboratorio: una formula ispirata a Oud Wood
Nel mio laboratorio, ci sono formule che nascono da un’idea astratta e altre che nascono come dialogo con un profumo esistente.
Questa composizione appartiene alla seconda categoria: è una rilettura personale dell’accordo reso celebre da Oud Wood di Tom Ford, filtrata attraverso la mia sensibilità artigianale e i materiali che amo usare oggi.
Non si tratta di una copia, ma di uno studio di struttura: capire perché quell’accordo funziona, smontarlo nei suoi blocchi principali e ricostruirlo con proporzioni e materie leggermente diverse.
Il risultato è un legnoso ambrato più asciutto, pensato per chi ama la scia fumé di oud e sandalo, ma desidera qualcosa di più intimo e meno urlato.
L’ossatura della formula
In cima ho lavorato su un’apertura speziata pulita: cardamomo, una punta di pepe e un accenno di legno di rosa.
Non cerco un’esplosione aromatica, ma un soffio caldo che accompagni i legni senza rubare la scena.
Il cuore ruota attorno a un accordo oud‑sandalo‑vetiver: l’oud non è trattato in modo animale, ma come un legno scuro, fumé, che si intreccia con la cremosità del sandalo e il lato più secco, terroso del vetiver.
Qui si gioca l’equilibrio tra profondità e portabilità: voglio che l’oud sia presente, ma che resti portabile in un contesto quotidiano, non solo in una sera importante.
La base è costruita con vaniglia, fava tonka e una parte ambrata più secca.
La dolcezza non è da gourmand: serve solo ad arrotondare gli spigoli dei legni, dare corpo alla scia e creare quel velo caldo sulla pelle che si percepisce soprattutto dopo qualche ora.
Cosa cambia rispetto al riferimento
Rispetto a Oud Wood originale, questa formula punta su tre differenze:
- meno volume generale, più intimità sulla pelle;
- un oud più pulito, meno affumicato, che dialoga con il sandalo invece di sovrastarlo;
- una vaniglia ambrata meno dolce, che sostiene senza trasformare il profumo in qualcosa di dessert.
È un esercizio che faccio spesso: partire da un’icona contemporanea, chiederle “cosa ti renderebbe più mia?” e rispondere con un bilanciamento diverso di spezie, legni, resine.
In questo caso il sogno era semplice: un oud di ispirazione Tom Ford, ma scritto con la calligrafia de I Sogni del Profumiere.